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Oggi l’addio a Dandrea protagonista dell’epoca dei bob fatti a Cortina

CORTINA. «Era un artigiano, che ricordo sempre impegnato al suo tornio. Poi l’evoluzione tecnologica del bob ha chiuso un’epoca, che a Cortina è stata importante, fra sport ed economia».

Gianfranco Rezzadore, ex bobbista ed attualmente presidente del Bob club Cortina, ricorda così la figura di Gualtiero Dandrea, scomparso lunedì. Con i fratelli Oscar (anche lui atleta di livello nazionale), e Renzo aveva portato avanti l’azienda di famiglia, la Podar (dal soprannome di famiglia) seguendo le orme e le notevoli intuizioni del padre Evaldo.

I funerali si terranno oggi nella Basilica dei Santi Filippo e Giacomo, alle 15. L’annuncio della scomparsa è stato dato da Oscar e Renzo.

«Nostro fratello Gualtiero Dandrea Podar», si legge nel necrologio, «ha compiuto i giorni del suo pellegrinaggio terreno, avendo raggiunto l’età di 77 anni (classe 1943)».

Pezzi particolari, dettagli di grande precisione, una bottega d’altri tempi: questa era la vita di Gualtiero Dandrea, come la ricorda Rezzadore, anch’egli atleta ed oggi l’anima di un club che sta cercando di riproporre a Cortina non solo i fasti del bob di una volta, ma anche lo slittino, lo skeleton ed il para-bob.

«Poi la tecnologia e gli investimenti dei Paesi dell’Est Europa», ricorda Rezzadore, «hanno rivoluzionato un intero mondo dove prima la facevano da padrone Podar e Siorpaes di Cortina».

Il modello Podar, secondo quello che raccontano gli annali di questo sport, nacque proprio dalla bottega del fabbro e bobbista Evaldo Dandrea, padre di Gualtiero.

Grazie a questi bob, Dandrea vinse una medaglia d’oro e una di bronzo ai campionati italiani; e lo stesso modello fu protagonista di gran parte della carriera di Eugenio Monti, e di tutta l’Italia del bob. Fu sempre lui, Evaldo, ad intuire le esigenze imposte dalle nuove piste e dai nuovi regolamenti, realizzando mezzi con carenatura alta, guida a tiranti e non più a volante, leve di spinta anche per gli interni, schienalini per tutto l’equipaggio in luogo delle cinghie.

Era nato così il modello Podar che dal 1954 al 1982 (insieme ai bob sviluppati sempre a Cortina da Siorpaes) rimase fra i più affidabili ed utilizzati. Ai figli di Evaldo poi, fra cui appunto Gualtiero, il compito di proseguire la sua impresa. —

Stefano Vietina

Pubblicato su Corriere delle Alpi