Chiese in Provincia di Trento - città di Trento Città: Chiesa dei Santi Pietro e Paolo

Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
PARROCCHIA DI S. PIETRO

TRENTO / TRENTO città
via San Pietro - Trento (TN) TRENTO città
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
La chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, orientata a est, è situata nella zona centrale della città di Trento. Risalente al XII secolo, venne ricostruita verso la fine del XV secolo in stile tardo gotico. L'elegante facciata, definita come il manifesto del neogotico in Italia, fu progettata dall'architetto Pietro Estense Selvatico nel 1848 e realizzata dallo scultore Antonio Gradenigo. Il prospetto cuspidato, tripartito da pilastri ottagonali conclusi da pinnacoli, è coronato dalla... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, orientata a est, è situata nella zona centrale della città di Trento. Risalente al XII secolo, venne ricostruita verso la fine del XV secolo in stile tardo gotico. L'elegante facciata, definita come il manifesto del neogotico in Italia, fu progettata dall'architetto Pietro Estense Selvatico nel 1848 e realizzata dallo scultore Antonio Gradenigo. Il prospetto cuspidato, tripartito da pilastri ottagonali conclusi da pinnacoli, è coronato dalla statua di San Pietro; nel settore centrale, entro un arco carenato, si apre un portale ogivale cuspidato e, nei settori laterali, si collocano due bifore coronate da ghimberghe. Il campanile svetta sul lato nord con doppia cella campanaria e slanciata cuspide piramidale con embrici. All'interno, la chiesa è a tre navate suddivise da pilastri ottagonali, reggenti arcate ogivali, in quattro campate; il presbiterio è rialzato su due gradini e concluso da un'abside poligonale; le volte sono reticolate. La cappella posta a nord del presbiterio conservava il corpo del Simonino, fanciullo morto durante la Pasqua del 1475 e venerato come beato dalla Chiesa sino al 1965.

Preesistenze

Sacello sotterraneo rinvenuto in prossimità dell'area absidale: si tratta di un'abside di epoca romanica con calotta composta da conci calcarei.

Pianta

Pianta rettangolare ad asse maggiore longitudinale, a tre navate, con due cappelle speculari a pianta poligonale; presbiterio rettangolare concluso da abside poligonale e affiancato, sulla sinistra, da una cappella a pianta ottagonale, preceduta da due ambienti a pianta quadrata.

Facciata

Facciata monocuspidata, tripartita da pilastri abbinati a sezione ottagonale di due diverse altezze, tangenti al paramento murario e conclusi da slanciati pinnacoli. I quattro pilastri più alti determinano l'altezza dei settori laterali del fronte, trabeati, mentre i quattro più bassi demarcano la linea sulla quale, nel settore mediano, si imposta la grande arcata inflessa, cieca, che converge al vertice, assieme ai salienti rettilinei della campata mediana, nella statua di San Pietro. Il profilo del coronamento è caratterizzato da una stilizzata merlatura traforata a pettine. Al centro della facciata si apre il portale ogivale, strombato, inquadrato da pilastri ottagonali e sovrastato da una slanciata cuspide con rosone cieco nel mezzo, culminante in una figura di angelo. Nei settori laterali, due bifore ogivali a traforo, coronate da ghimberghe equilatere con motivi circolari a girandola nel centro, sovrastano due specchiature circolari entro cornici quadrate. Rivestimento lapideo con diverse morfologie di opus e in varie cromie.

Prospetti

Fiancate scandite da contrafforti in pietra a vista, aperte da due ingressi laterali (quello nord murato) e caratterizzate dal corpo aggettante delle due cappelle laterali. Dalla fiancata nord sporge il corpo della cappella del Simonino; alla fiancata sud è addossata la sacrestia. Zoccolo lapideo e finiture ad intonaco.

Campanile

Struttura a pianta quadrata, posta a nord del presbiterio; fusto con paramento in pietra a vista; prima cella campanaria in muratura di pietra a vista aperta da monofore ogivali; seconda cella campanaria in cotto aperta da bifore, con doccioni zoomorfi angolari e coronata da timpani, uno dei quali provvisto di quadrante di orologio; cuspide piramidale con embrici di colore verde.

Struttura

Strutture portanti verticali: muratura in pietrame intonacata. Strutture di orizzontamento: volte reticolate costolonate sopra le tre navate e la zona presbitero-absidale; volte a ombrello nelle cappelle laterali; cappella del Simonino con due volte a crociera sopra la navata e cupola ottagonale sul presbiterio

Coperture

Tetto della navata a doppia falda, tetto del presbiterio-abside a più falde e cupola con lanterna sulla cappella del Simonino, rivestiti in lamiera metallica.

Interni

Lo spazio interno è contraddistinto dall'impianto ad Halle

1180 - 1180 (menzione carattere generale)

La prima menzione di un'area denominata "clausura Sancti Petri" risale al febbraio del 1180.

1193 - 1193 (menzione carattere generale)

Nel 1193 la chiesa caratterizza l'area circostante come "burgum Sancti Petri".

1278 - 1278 (costruzione intorno)

Nel 1278 venne edificato per volere della confraternita degli Zappatori, a sud della chiesa, l'ospedale degli Alemanni.

XIV - XIV (erezione a parrocchia carattere generale)

Nel corso del XIV secolo la chiesa venne eretta a parrocchia, retta dal Capitolo della Cattedrale, e serviva la comunità alemanna che risiedeva nel quartiere di San Pietro.

1472 - 1472 (inizio lavori intero bene)

Il 1472, data che compare su un'epigrafe murata all'esterno nel terzo contrafforte sud, indica l'inizio dei lavori della fabbrica della chiesa attuale, promossi dal fabbriciere Hans Dietmar di Termeno.

1473 - 1483 (costruzione intero bene)

Un grande impulso ai lavori fu dato dal principe vescovo Johannes Hinderbach: dall'ottobre del 1473 sollecitò la raccolta di offerte per la costruzione della chiesa e successivamente si adoperò per promuovere il culto del piccolo Simone da Trento, scomparso durante la Pasqua del 1475 e per la cui morte venne incolpata la comunità ebraica. Le spoglie del fanciullo nel 1476 vennero collocate nella chiesa, inizialmente nella sacrestia e in seguito in un sacello. I lavori nel cantiere proseguirono speditamente: nel 1475 si costruiva il tetto del presbiterio e nel 1479 si avviava l'erezione del campanile. Entro il 1483, sotto la direzione del capomastro Pietro Tosani, erano stati eretti il presbiterio, il campanile, le volte e il tetto. Maestranze augustane realizzarono le vetrate.

1482 - 1485 (conclusione lavori intero bene)

I lavori proseguirono tra il 1482 e il 1485 e si conclusero con la sistemazione nel presbiterio dell'organo, opera di maestri bavaresi.

1495 - 1495 (porticato decorazione)

La facciata a capanna originaria era preceduta da un porticato (documentato fino al 1829), dipinto dal pittore Giovanni Fuchs nel 1495.

1624/06/26 - 1624/06/26 (danneggiamento intero bene)

Il 26 giugno 1624 l'edificio fu colpito da un incendio, che danneggiò il tetto di coppi e le volte.

1624/06/26 - 1660 (ristrutturazione intero bene)

A seguito dell'incendio del 26 giugno 1624 la chiesa venne ristrutturata e, sul lato sud, venne eretta entro il 1660, la cappella dalla famiglia del Monte.

1642 - 1650 (costruzione cappella)

La cappella del Simonino venne costruita sul lato nord, speculare a quella della famiglia del Monte, ampliando l'antico sacello tra il 1642 e il 1650.

1650 - 1669 (decorazione cappella)

La cappella del Simonino, terminata nel 1650, fu decorata da stucchi entro il 1660, attribuiti alla bottega di Carlo Romeri. La decorazione fu completata nel 1669 con la doratura degli stucchi e l'inserimento di dieci dipinti di Pietro Ricchi.

1731 - 1731 (rimaneggiamento presbiterio)

Nel 1731 con l'erezione del nuovo altare venne rimaneggiata l'area presbiteriale; anche i portali laterali del presbiterio risalgono probabilmente a questo intervento.

1808 - 1811 (cambio amministrazione intero bene)

La chiesa, in precedenza amministrata dal pievano di nomina capitolare, nel 1808 fu affidata ai padri Filippini, fino alla soppressione del loro ordine nel 1811.

1846 - 1846 (finanziamento facciata)

Il conte Gasparo Bortolazzi nel 1846, con atto testamentario, destinò alla chiesa venticinquemila fiorini per erigere un nuovo prospetto che riprendesse la facciata effimera realizzata nel dicembre del 1845 in occasione della commemorazione del tricentenario del Concilio di Trento.

1847/07/05 - 1848/10/29 (progettazione facciata)

La prima proposta progettuale dell'architetto Pietro Estense Selvatico per la realizzazione della nuova facciata risale al 5 luglio 1847. Per ovviare a problemi determinati dalle asimmetrie delle aperture e dalla non adeguata altezza del

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