Chiese in Provincia di Trento - città di Ragoli: Chiesa dei Santi Faustino e Giovita

Chiesa dei Santi Faustino e Giovita
Ss. Faustino e Giovita

TRENTO / RAGOLI
Ragoli (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
Orientata regolarmente ad est, la chiesa dei Santi Faustino e Giovita, circondata dal camposanto, fungeva da curaziale per i centri di Ragoli, Preore e Montagne e per le rispettive frazioni. Benché la prima notizia documentaria risalga al 1249, l'edificio attuale è frutto della ricostruzione del XV secolo (la navata) e dell'ampliamento della prima metà del XVII (l'abside poligonale); dopo un ulteriore ampliamento settecentesco, la chiesa perse improvvisamente importanza in seguito... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Orientata regolarmente ad est, la chiesa dei Santi Faustino e Giovita, circondata dal camposanto, fungeva da curaziale per i centri di Ragoli, Preore e Montagne e per le rispettive frazioni. Benché la prima notizia documentaria risalga al 1249, l'edificio attuale è frutto della ricostruzione del XV secolo (la navata) e dell'ampliamento della prima metà del XVII (l'abside poligonale); dopo un ulteriore ampliamento settecentesco, la chiesa perse improvvisamente importanza in seguito all'erezione della nuova curaziale di San Faustino e venne parzialmente demolita, insieme al campanile. La fronte principale a due spioventi asimmetrici presenta il portale architravato, due finestre rettangolari sdraiate e una a lunetta, più una finestra rettangolare che illumina la cappella mortuaria. Un tettuccio ligneo a due falde protegge l'affresco frammentario un tempo appartenente all'antico arco santo ogivale, che collegava il presbiterio ad una navata quadrata o rettangolare, oggi non più esistente. Sulla fiancata sinistra emerge il volume corrispondente alla sacrestia e alla cappella mortuaria, aggiunte nel corso dei secoli XVII e XVIII; l'abside poligonale è cieca. All'interno la navata attuale pressoché quadrata, coperta da una volta a crociera costolonata e ornata da un ciclo di affreschi di Cristoforo di Simone e Simone Baschenis, costituiva il presbiterio della chiesa quattrocentesca; lungo le pareti laterali, due grandi arcate tamponate a sesto ribassato, ornate di stucchi nell'intradosso, conducevano ad altrettante cappelle, anch'esse demolite. Il breve presbiterio e l'abside poligonale, coperta da volta a semiombrello sostenuta da peducci squadrati, si trovano alla stessa quota pavimentale della navata.

Preesistenze

La navata quadrata, corrispondente al presbiterio quattrocentesco, costituisce la parte più antica della struttura.

Pianta

Navata a pianta pressoché quadrata, affiancata da ambienti di servizio sul lato sinistro; presbiterio a pianta rettangolare, concluso da abside poligonale.

Facciata

Fronte principale a due spioventi asimmetrici, formata dalla facciata vera e propria e dagli ambienti di servizio ad essa addossati sulla sinistra. La facciata è caratterizzata dal portale architravato tra due finestre rettangolari sdraiate, chiuse da grate in ferro battuto, sormontato da una finestra a lunetta. Al di sopra si trova l'affresco frammentario appartenente all'antico arco santo ogivale, protetti da un tettuccio ligneo. Contrafforte angolare in pietra sul lato destro; finiture a intonaco tinteggiato.

Prospetti

Sul fianco sinistro emerge il volume degli ambienti di servizio, marcato da conci angolari sfalsati intonacati, con portale architravato in granito a frontone interrotto; un accesso al sottotetto si trova sulla parete sinistra del presbiterio, chiuso da una porta lignea. Due oculi ovali si aprono lungo il lato destro, in alto, insieme ad una finestra rettangolare nel presbiterio e una a lunetta in navata. Abside poligonale cieca; finiture a intonaco tinteggiato.

Struttura

Strutture portanti verticali: muratura in pietrame. Strutture di orizzontamento: volta a crociera costolonata nella navata; volta a semiombrello sostenuta da peducci squadrati nel presbiterio e nell'abside.

Coperture

Tetto a due falde sulla navata e sul presbiterio, che si prolunga a sinistra a coprire gli ambienti di servizio, a più falde sopra l'abside; struttura portante in legno di larice, manto di copertura in tegole in laterizio marsigliesi antichizzate.

Interni

Interno ad unica navata e unica campata, caratterizzato dalla presenza di ampie arcate tamponate a sesto ribassato, ornate da stucchi nell'intradosso, sulle pareti laterali. Sulla parete sinistra si trova l'accesso alla sacrestia e all'ambiente di servizio. L'arco santo a sesto ribassato, sostenuto da una coppia di pilastri, introduce al breve presbiterio rettangolare, alla stessa quota pavimentale della navata, concluso dall'abside poligonale. Fi

1249 - 1249 (menzione carattere generale)

La chiesa di San Faustino, con il suo cimitero, è menzionata per la prima volta in un documento del 1249 conservato presso l'Archivio di Stato di Trento; tuttavia la sua costruzione dovrebbe essere di molto anteriore.

XV - XV (ricostruzione intero bene)

Il primo edificio sacro venne presumibilmente abbattuto e ricostruito nel corso del XV secolo; la nuova chiesa aveva un'unica navata quadrata o rettangolare e un presbitero di forma pressoché quadrata. Il campanile isolato si trovava a fianco della facciata, sul lato destro.

1506 - 1510 (decorazione interno)

In data posteriore al 1492 la famiglia Bertelli di Preore commissionò la decorazione del presbiterio e dell'arco santo. Gli affreschi sono stati ricondotti stilisticamente a Cristoforo di Simone Baschenis, forse coadiuvato dal figlio Simone, e datati di conseguenza verso la fine del primo decennio del Cinquecento.

1590 - 1603 (costruzione sacrestia)

La sacrestia, documentata dalla visita pastorale del 1603, fu aggiunta alla costruzione presumibilmente alla fine del secolo precedente.

1603 - XVII (manutenzione intero bene)

Nel 1579 i visitatori pastorali ordinarono di chiudere un foro nella volta della chiesa, causato dalla caduta di un sasso dal campanile, e di imbiancare le pareti della navata; tali disposizioni, evidentemente disattese, furono ripetute nel 1603.

1604 - 1610 (erezione a curazia carattere generale)

Nel 1604 fu concesso alla chiesa il fonte battesimale; entro la fine del decennio ottenne dal principe vescovo Carlo Gaudenzio Madruzzo anche il titolo di curazia.

1610 - 1650 (ampliamento intero bene)

Nel corso del Seicento, probabilmente anteriormente al 1644, venne realizzata una nuova abside poligonale; il presbitero antico divenne così l'ultima campata della navata. Le pareti laterali vennero inoltre sfondate per ricavare due cappelle simmetriche, ornate di stucchi nelle arcate d'accesso.

1708 - 1708 (ampliamento intero bene)

Nel 1708 vennero ricavate due nuove cappelle laterali, presumibilmente lungo il corpo della navata.

1738 - 1738 (modifica cappelle)

Intorno al 1738, data incisa sul portale della fiancata sinistra, probabilmente in seguito al riscontro di danni strutturali conseguenti all'apertura delle cappelle, si provvide a riedificare le murature abbattute e a costituire gli ambienti di servizio (sacrestia e cappella mortuaria) del lato sinistro.

1768 - 1768 (demolizione parziale intero bene)

In concomitanza con la costruzione della nuova chiesa di San Faustino, la navata quattrocentesca e le due cappelle emergenti da poco edificate furono demolite e le arcate tamponate. Anche il campanile venne distrutto.

1911 - 1911 (manutenzione intero bene)

Nel 1911 venne sostituita la copertura del tetto in lamiera zincata e vennero rimbiancate le pareti esterne e interne.

1922 - 1922 (restauro affreschi)

Gli affreschi furono restaurati una prima volta nel 1922.

1935 - 1935 (restauro intero bene)

Nel 1935 venne realizzata una copertura provvisoria per ovviare allo scoperchiamento della chiesa, a seguito di un nubifragio; in quell'anno furono inoltre nuovamente restaurati gli affreschi.

1974 - 1975 (restauro intero bene)

Nel 1974-1975 l'edificio fu sottoposto a lavori di restauro; in quell'occasione vennero sigillate le fessurazioni presenti, venne eseguito un canale drenante-aerante perimetrale lungo i lati nord-ovest e nord-est, furono riportati in luce gli arconi settecenteschi. Emersero inoltre gli affreschi della facciata, restaurati da Assiro Coffani di Mantova e protetti da una tettoia lignea; furono poi condotti degli scavi di sondaggio, che portarono alla scoperta dei basamenti perimetrali della navata della chiesa quattrocentesca.

1979 - 1979 (manutenzione intero bene)

Nel luglio del 1979 furono eseguiti degli interventi di straordinaria amministrazione.

1995 - 1996 (restauro intero bene)

Un nuovo radicale restauro venn

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