Chiese in Provincia di Trento - città di Pelugo: Chiesa di San Zeno

Chiesa di San Zeno
S. ZENO vescovo S. Zeno

TRENTO / PELUGO
piazza San Zeno - Pelugo (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
La chiesa attuale, orientata a nord-est, risale al 1853-1860, quando la precedente, del primo quarto del Settecento, fu abbattuta e ricostruita di dimensioni maggiori, su progetto del geometra Giovanni Paride Bruti di Strembo. La facciata, tipo tempio classico tetrastilo, è preceduta da una scalinata che colma il dislivello tra la quota pavimentale del lato sinistro e quella, inferiore, del lato destro; il frontone triangolare aggettante reca le insegne di San Zeno, titolare della parrocchia,... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa attuale, orientata a nord-est, risale al 1853-1860, quando la precedente, del primo quarto del Settecento, fu abbattuta e ricostruita di dimensioni maggiori, su progetto del geometra Giovanni Paride Bruti di Strembo. La facciata, tipo tempio classico tetrastilo, è preceduta da una scalinata che colma il dislivello tra la quota pavimentale del lato sinistro e quella, inferiore, del lato destro; il frontone triangolare aggettante reca le insegne di San Zeno, titolare della parrocchia, dipinte al centro del timpano. Il campanile con scarpa e cella campanaria in pietra a vista è addossato al fianco sinistro e venne costruito qualche decennio prima dell'edificio di culto. L'interno è scandito da robusti pilastri abbinati addossati che dividono la navata in due campate, con due cappelle speculari ciascuna; all'interno dei pilastri si aprono gli accessi secondari. Al di sopra del cornicione perimetrale corrente si sviluppano le volte, a crociera nella navata e a vela nel presbiterio, elevato di tre gradini e concluso dall'abside semicircolare.

Pianta

Navata a pianta rettangolare con asse maggiore longitudinale; presbiterio a pianta rettangolare, concluso da abside semicircolare.

Facciata

Facciata tipo tempio classico tetrastilo, scandita da quattro lesene tuscaniche, con ritmo ABA, sopra un alto zoccolo; portale architravato sormontato da frontone triangolare con cornice modanata e targa incassata. Frontone triangolare aggettante, con le insegne del santo titolare dipinte al centro del timpano e una croce traforata apicale; finiture a intonaco tinteggiato.

Prospetti

Alto zoccolo perimetrale; ingressi laterali simmetrici lungo le fiancate, forate da finestre a lunetta, sia nella navata, che nel presbiterio. Campanile e ambiente adibito a deposito emergenti sul lato sinistro, sacrestia su quello destro; due monofore centinate simmetriche nell'abside. Finiture a intonaco tinteggiato.

Campanile

Torre a pianta quadrangolare addossata alla chiesa sul lato sinistro; scarpa in pietra a vista e fusto intonacato, scandito in verticale da tre riquadri rettangolari sovrapposti, con il quadrante di orologio al centro di quello superiore. Cella campanaria in pietra a vista delimitata da cornici aggettanti, illuminata da quattro bifore a luci centinate. Tetto a bulbo e croce apicale raggiata.

Struttura

Strutture portanti verticali: muratura in pietrame. Strutture di orizzontamento: volte a crociera in muratura per la navata, a vela per il presbiterio. Volta a spicchi nel catino absidale.

Coperture

Tetto a due spioventi sulla navata e sul presbiterio, con manto di copertura in tegole in laterizio; semiconico sul catino absidale, coperto da lamiera metallica. Campanile coperto da scandole lignee disposte a scaglie.

Interni

Navata unica divisa in due campate, separate da pilastri abbinati addossati sorreggenti arcate a pieno centro; ogni campata accoglie due cappelle speculari a pianta rettangolare ospitanti gli altari laterali. Nell'arcata della controfacciata si sviluppa la cantoria, mentre nei settori tra prima e seconda campata e tra seconda campata e presbiterio si aprono gli ingressi laterali. Presbiterio elevato di tre gradini, anch'esso preceduto da un'arcata, concluso da abside semicircolare. Cornicione perimetrale corrente; finiture a intonaco tinteggiato.

Pavimenti e pavimentazioni

Pavimento della navata in seminato alla veneziana; pavimento del presbiterio a quadrotte bianche e rosse di pietra calcarea, disposte in corsi diagonali. Pavimento delle cappelle sempre a quadrotte bianche e rosse, ma disposte a scacchiera.

Elementi decorativi

Dipinti murali figurati a tempera su pareti e volte del presbiterio e dell'abside.

XVIII - XVIII (costruzione intero bene)

La chiesa di San Zeno fu eretta dalla comunità all'interno del paese nel primo quarto del XVIII secolo, riprendendo l'intitolazione usata per l'antica cappella eretta sul monte, che venne contestualmente demolita, riutilizzandone i materiali da costruzione. Nell'estate del 1714 una Regola stabilì le modalità di collaborazione al cantiere da parte della popolazione locale, mentre la visita pastorale del 1727 lamentò che i due altari laterali non erano ancora stati consacrati, perché non ancora terminati. A questa data la struttura doveva quindi essere conclusa da tempo.

1713/09/30 - 1713/09/30 (benedizione carattere generale)

Il 30 settembre 1713, a lavori non ancora ultimati, il vice pievano di Rendena, don Salvatore Salvadori di Riva del Garda, benedisse la costruzione.

1757/10/08 - 1757/10/08 (concessione della custodia eucaristica carattere generale)

La chiesa ottenne la concessione della custodia eucaristica l'8 ottobre 1757.

1798/06/30 - 1798/06/30 (erezione a curazia carattere generale)

Risale al 30 giugno 1798 l'erezione a curazia della pieve di Rendena, con la conseguente concessione del fonte battesimale.

1834 - 1841 (ricostruzione campanile)

A partire dall'estate del 1834 la comunità di Pelugo decise di iniziare a raccogliere fondi per la ricostruzione del campanile ligneo e per l'ampliamento della chiesa. Il 10 agosto 1838 fu stipulato il contratto con "Antonio Bianchi fu Giuseppe da Bienno provincia di Como", che diresse l'impresa Gottardi di Brescia. Il campanile era terminato nel 1841.

1836 - 1836 (ristrutturazione tetto)

Dei lavori di ristrutturazione al tetto furono eseguiti nel corso del 1836.

1853 - 1860/08/06 (ricostruzione intero bene)

La mancanza di fondi arrestò il progetto di ingrandimento della chiesa; avendo la comunità votato per la sua parziale ricostruzione nell'estate del 1853, una volta raccolti parte dei fondi e dei materiali necessari, fu incaricato il geometra Giovanni Paride Bruti di Strembo di fornire un progetto. Ottenuti i permessi, i lavori iniziarono nell'estate successiva, con il maestro muratore Francesco Giacomelli di Predazzo come capocantiere. Inizialmente si voleva mantenere in piedi il presbiterio antico, ma in corso d'opera, nel maggio del 1855, si decise di abbattere anche quella parte e ricostruire l'edificio per intero. I lavori terminarono nel 1857. Nel maggio del 1860 tuttavia, poco prima del collaudo, si lamentavano già dei danni alla struttura del tetto e all'interno, a causa della cattiva posa della copertura e della conseguente infiltrazione di acqua piovana; eseguite le riparazioni d'urgenza, il 6 agosto venne compiuto il collaudo.

1857 - 1857 (benedizione carattere generale)

A lavori pressoché ultimati, la nuova chiesa fu benedetta nel 1857.

1869/08/14 - 1869/08/14 (consacrazione carattere generale)

Il 14 agosto 1869 il principe vescovo Benedetto Riccabona la consacrò.

1885 - 1885 (decorazione interno)

Nel primo semestre del 1885 l'interno venne decorato da dipinti murali di Giuseppe Chinatti di Por (Pieve di Bono).

1899 - 1913 (ristrutturazione intero bene)

Interventi di manutenzione al tetto sono documentati nel 1899 e ancora nel 1909, mentre nell'aprile del 1911 vi si eseguì una ristrutturazione più radicale. Nel 1912 venne tinteggiata la facciata da Faustino Ongari e nel 1913 fu rifatto il pavimento. Nello stesso anno le volte e il catino absidale vennero ornati da Francesco Valentini di Javrè e dal mantovano Agostino Oredi, che realizzarono dipinti murali figurati.

1913/11/01 - 1913/11/01 (erezione a parrocchia carattere generale)

La chiesa divenne parrocchiale con decreto vescovile datato 1 novembre 1913.

1953 - 1953 (ristrutturazione tetto)

Nel 1953 si eseguirono riparazioni al tetto, con parziale sostituzione delle tegole.

1964 - 1971 (ristrutturazione intero bene)

Nell'estate del 1964 iniziarono i lavori per installare l'impianto di riscaldam

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