Chiese in Provincia di Trento - città di : Chiesa della Santissima Trinità

Chiesa della Santissima Trinità
Ss. Trinità

TRENTO
via Santissima Trinità - Porte, Trambileno (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
Risalente presumibilmente alla fine del XVI secolo o all’inizio del successivo, la sfortunata chiesetta dedicata alla Santissima Trinità alle Porte di Trambileno venne interamente abbattuta all’inizio della prima guerra mondiale dall’esercito austriaco, insieme a molte abitazioni, perché si trovava sulle linee di tiro dell’artiglieria, puntata verso il fronte del monte Zugna. La ricostruzione postbellica, nel 1927, riprese la forma e le dimensioni dell’edificio antico, ma la costruzione, già... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Risalente presumibilmente alla fine del XVI secolo o all’inizio del successivo, la sfortunata chiesetta dedicata alla Santissima Trinità alle Porte di Trambileno venne interamente abbattuta all’inizio della prima guerra mondiale dall’esercito austriaco, insieme a molte abitazioni, perché si trovava sulle linee di tiro dell’artiglieria, puntata verso il fronte del monte Zugna. La ricostruzione postbellica, nel 1927, riprese la forma e le dimensioni dell’edificio antico, ma la costruzione, già di per sé assai semplice, venne ulteriormente spogliata degli arredi antichi nel 1968 con un radicale intervento di adeguamento liturgico strutturale. Orientata a sud-est e sviluppata lungo la strada principale della frazione, presenta una facciata a due spioventi intonacata e tinteggiata, ma con cantonali sfalsati sulla parte inferiore delle pareti, portale architravato elevato di tre gradini e protetto da un tettuccio a due falde e oculo sommitale con cornice strombata. Un ingresso secondario con frontone triangolare si apre lungo il fianco destro, forato da due finestre a lunetta; alla navata si addossa il campanile, con scarpa lapidea troncopiramidale e quattro bifore a luci centinate nella cella. Il presbiterio rettangolare cieco è ornato sulla parete di fondo da una croce latina sfondata; la sacrestia emerge sul lato destro. All’interno la navata unica, coperta da volte a botte unghiata, è divisa in due campate da coppie di paraste addossate, raccordate in alto dal cornicione marcapiano; un’ampia arcata a pieno centro conduce al presbiterio, elevato di due gradini e ornato unicamente dalla pala ovale della Trinità di Dario Wolf (1928). Nulla è rimasto della dotazione antica della chiesa, che doveva avere una tela di Martino Teofilo Polacco (1619) sull’altare maggiore e una di Gasparantonio Baroni Cavalcabò di Sacco su uno dei due altari laterali, oltre a una serie di dipinti settecenteschi di Andrea Rensi.

Pianta

Navata a pianta rettangolare con asse maggiore longitudinale; presbiterio rientrante a pianta rettangolare con asse maggiore trasversale.

Facciata

Facciata a due spioventi con lo zoccolo in pietra a vista, cantonali sfalsati sulla parte inferiore delle pareti, portale architravato elevato di tre gradini e protetto da un tettuccio a due spioventi e oculo sommitale con cornice strombata. Finiture a intonaco tinteggiato.

Prospetti

Un ingresso secondario con frontone triangolare si apre lungo il fianco destro, forato da due finestre a lunetta, separate dalla lapide commemorativa della storia della chiesa; alla navata si addossa il campanile e a questo l’ambiente quadrangolare che ospita la centrale termica. Il presbiterio rettangolare è cieco e una croce latina sfondata orna la parete di fondo; la sacrestia emerge sul lato destro. Finiture a intonaco tinteggiato.

Campanile

Torre a pianta quadrangolare, addossata alla navata sul fianco destro; alta scarpa troncopiramidale in pietra a vista, fusto intonacato e tinteggiato, ingentilito da cantonali sfalsati in pietra a vista e forato da feritoie rettangolari. Cella caratterizzata da quattro bifore a luci centinate separate da colonnine; tetto piramidale a quattro falde sostenuto da uno sporto su mensole arcuate, sormontato dalla croce apicale.

Struttura

Strutture portanti verticali: muratura in pietrame. Strutture di orizzontamento: volte a botte unghiata sopra navata e presbiterio.

Coperture

Tetto a due falde sulla navata e sul presbiterio, con struttura portante in legno e manto di copertura in coppi; manto di copertura del campanile in lamiera metallica.

Interni

Navata unica divisa in due campate da coppie di paraste addossate, raccordate in alto dal cornicione marcapiano; un’ampia arcata a pieno centro conduce al presbiterio rettangolare cieco, elevato di due gradini e ornato unicamente da una pala ovale entro una cornice in stucco dal profilo frastagliato, al centro della parete di fondo. Finiture a intonaco tinteggiato; rivestimento i

XVI - XVII (preesistenze intorno)

Dalla lettura delle fonti bibliografiche sembra che la prima chiesa sorse alle Porte di Trambileno tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo.

1681 - 1683 (ristrutturazione intero bene)

Tra il 1681 e il 1683 Giovanni Pizzini de Tyrberg, “cittadino di Praga e di Rovereto”, fece ristrutturare e abbellire l’edificio, definito “cadente”, come ringraziamento a Dio per essere scampato all’epidemia di peste.

1780 - 1780 (ristrutturazione intero bene)

Un nuovo intervento di ristrutturazione fu promosso dal barone Massimiliano Pizzini de Tyrberg e da Pietro Paolo Mazzocchi un secolo dopo, nel 1780.

1915 - 1915 (demolizione totale intero bene)

Nel 1915, all’inizio della guerra, la chiesa antica fu rasa al suolo con delle mine dall’esercito austriaco, insieme a molte abitazioni di Porte, perché si trovava sulle linee di tiro dell’artiglieria, puntata verso il fronte del monte Zugna.

1927 - 1928 (ricostruzione e decorazione intero bene)

L’edificio sacro venne ricostruito nel 1927, mantenendo le dimensioni e la forma di quello precedente; l’anno successivo Dario Wolf dipinse una tela ovale con la Santissima Trinità, collocata come unico ornamento in una cornice di stucco sulla parete di fondo del presbiterio.

1968/04/30 - 1968 (adeguamento liturgico interno)

Su progetto del geometra Romano Sieff del 30 aprile 1968, l’interno venne modificato per adeguare la chiesa alle norme liturgiche del Concilio Vaticano II: vennero demoliti i tre altari marmorei esistenti, reimpiegando parzialmente i materiali per realizzare i nuovi poli liturgici, venne rimossa la cantoria lignea che stava in controfacciata, venne rifatto il pavimento, la parte inferiore delle pareti fu rivestita di marmo chiaro e l’interno venne ritinteggiato.

Mappa

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