Chiese in Provincia di Trento - città di : Santuario della Beata Maria Vergine di Caravaggio

Santuario della Beata Maria Vergine di Caravaggio
Santuario della Beata Vergine Maria di Caravaggio BMV di Caravaggio

TRENTO
Deggia, San Lorenzo in Banale (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
Il Santuario sorse tra il 1894 e il 1896 in sostituzione di una precedente cappella dedicata alla Madonna, eretta poco dopo l'epidemia di colera del 1855 per voto dei sopravvissuti di Deggia, frazione di San Lorenzo in Banale oggi spopolata, ma allora sede di una serie di attività commerciali legate alla ricchezza di acqua della zona. L'edificio, con facciata a due spioventi forata da un oculo, fiancate lisce e abside poligonale, è completato dal volume della sacrestia, con accesso... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Il Santuario sorse tra il 1894 e il 1896 in sostituzione di una precedente cappella dedicata alla Madonna, eretta poco dopo l'epidemia di colera del 1855 per voto dei sopravvissuti di Deggia, frazione di San Lorenzo in Banale oggi spopolata, ma allora sede di una serie di attività commerciali legate alla ricchezza di acqua della zona. L'edificio, con facciata a due spioventi forata da un oculo, fiancate lisce e abside poligonale, è completato dal volume della sacrestia, con accesso indipendente preceduto da un portico, e dal campanile in pietra a vista e cemento, con bifore sulla cella campanaria e coronamento a torretta, gradonato. L'interno a navata unica, divisa in due campate, è coperta da volte a vela e a creste e vele nell'abside. Il presbiterio, elevato di un gradino, è preceduto da un'arcata; le pareti e le volte sono ornate da dipinti murali di Marco Bertoldi realizzati a tempera e ad affresco nel 1945. La chiesa è sempre aperta, ma officiata una volta alla settimana solo nella bella stagione, da maggio a ottobre.

Pianta

Pianta rettangolare con asse maggiore longitudinale; presbiterio a pianta rettangolare, concluso da abside poligonale.

Facciata

Facciata a due spioventi profilata da cornice a rilievo, dentellata; portale architravato con cornice superiore aggettante, sormontato da oculo strombato e targa dipinta con iscrizione. Finiture a intonaco tinteggiato.

Prospetti

Alto zoccolo perimetrale intonacato. Fiancate lisce, scandite unicamente da due monofore centinate; altre due monofore illuminano le pareti oblique dell'abside, mentre sulla parete centrale emerge la nicchia che custodisce, all'interno, il gruppo scultoreo della Madonna di Caravaggio. Lungo il fianco destro emerge la sacrestia, con accesso indipendente parallelo alla facciata, preceduto da un portico a tre fornici, dove le arcate a pieno centro sono sostenute da colonnine poggianti su pilastri. Il volume della sacrestia, sviluppata su due piani, è concluso da una terrazza con parapetto in cemento traforato. Finiture a intonaco tinteggiato.

Campanile

Torre a pianta quadrangolare in pietra a vista, elevato sul lato destro, in prossimità del presbiterio. Cella campanaria delimitata da cornice inferiore aggettante e conclusa da parapetto in cemento traforato, illuminata da quattro bifore a luci centinate separate da colonnine. Coronamento a torretta costituito da blocchi cubici sovrapposti digradanti, forati da aperture a croce greca o circolari e movimentato sui tre livelli da sfere angolari; frontoncini eminenti e copertura a quattro falde.

Struttura

Strutture portanti verticali: muratura in pietrame e cemento armato. Strutture di orizzontamento: volte a vela nella navata e nel presbiterio; volta a creste e vele nell'abside.

Coperture

Tetto a due spioventi sulla navata e sul presbiterio, a più spioventi sull'abside. Manto di copertura in coppi; campanile coperto da lamiera metallica.

Interni

Navata unica divisa in due campate, separate da pilastri addossati sorreggenti arcate a pieno centro; presbiterio elevato di un gradino, anch'esso preceduto da un'arcata, concluso da abside poligonale, dove si ripete il motivo dei pilastri addossati. Finiture a intonaco tinteggiato, ove non vi siano decorazioni pittoriche.

Pavimenti e pavimentazioni

Pavimento in seminato alla veneziana, con corridoio centrale evidenziato.

Elementi decorativi

Dipinti murali figurati su pareti e volte.

1855 - 1894/06/10 (preesistenze intorno)

I sopravvissuti di Deggia alla grave epidemia di colera scoppiata a San Lorenzo in Banale nel giugno del 1855 fecero voto di costruire un'edicola in onore di San Rocco; probabilmente nel giro di poco tempo il progetto divenne più ambizioso e si decise di erigere una cappella dedicata alla Madonna, la cui costruzione doveva essere in corso nel 1857. Ottenuto il permesso dalla curia, il 6 settembre 1862, Carlo Collini, parroco di Tavodo, la benedisse. In trenta anni la devozione alla cappella di Deggia aumentò vistosamente e si iniziò a chiamarla "santuario". Si pensò inizialmente di ampliare l'edificio esistente, usando l'aula come abside del nuovo tempio (progetto dell'architetto Cesare Rosa di Condino), ma in seguito si decise di abbattere la cappella e ricostruirla per intero.

1894/06/10 - 1896/05/26 (costruzione intero bene)

Il 10 giugno 1894 don Antonio Prudel, curato di San Lorenzo, benedisse la prima pietra della nuova costruzione; la chiesa fu dedicata alla Beata Vergine di Caravaggio e a San Giuseppe. I lavori durarono circa due anni; gli impresari costruttori furono Celeste Rigotti di Prusa e Desiderio Gionghi.

1896/05/26 - 1896/05/26 (benedizione carattere generale)

Il 26 maggio 1896, festa della Madonna di Caravaggio, don Giacomo Redolfi, arciprete di Condino ed ex curato di San Lorenzo in Banale, benedisse la nuova chiesa.

1897 - 1898 (completamento intero bene)

Nel biennio 1897-1898 la costruzione venne completata con l'aggiunta del campanile e della sacrestia; impresari furono Beniamino Rigotti di Prusa e Angelo Sottovia di Pergnano.

1945 - 1945 (restauro e decorazione interno)

Nella primavera-estate del 1945 la chiesa venne restaurata e Marco Bertoldi ornò l'interno con dipinti murali.

1961 - 1961 (ristrutturazione intero bene)

Nel 1961 fu sostituita parte del tetto e venne rifatto il pavimento dall'impresa Germano Sottovia.

1980 - 1982 (ristrutturazione intero bene)

Nel 1980 furono rinnovati i canali di gronda del tetto, e si procedette alla tinteggiatura. Nel 1982 la ditta Vito Libera tinteggiò nuovamente l'esterno.

1988 - 1994 (ristrutturazione intero bene)

Nell'estate del 1988 la chiesa venne deumidificata nelle fondamenta e interamente ritinteggiata (opera di Fausto Brunelli) e venne sistemato il sagrato (Cooperativa Brenta Flor sotto la guida di Giorgio Sottovia); nel dicembre 1989, in seguito ad un corto circuito che aveva irreparabilmente danneggiato il precedente impianto elettrico, questo venne sostituito dalla ditta Flavio Giuliani. Nel febbraio 1990 Aldo Contrini di Tavodo ristrutturò l'altare ligneo, collocò una pedana di collegamento con la struttura del tabernacolo e realizzò gli arredi liturgici (sede e leggio-ambone); furono poi rifatte due finestre della sacrestia. Il tetto fu rifatto nel 1991 dalla ditta Giorgio Sottovia & Soci; contestualmente Fausto Brunelli tinteggiò nuovamente. Anche nel 1994, per il centenario della costruzione, vennero realizzati dei lavori intorno alla chiesa, fu modificato l'impianto di illuminazione e la ditta Luciano Tomasi ripulì i dipinti murali e ritinteggiò l'esterno.

2009 - 2009 (decorazione facciata)

Per desiderio di monsignor Luigi Bressan, arcivescovo di Trento, sulla facciata venne posto nel 2009 un altorilievo in bronzo, opera di Marco Morelli, raffigurante San Vigilio "viator".

Mappa

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