Omicidio stradale, legge severa

L’avvocato Moretti: «Nei guai pure l’automobilista sfortunato»

SANTA GIUSTINA. Grande partecipazione del pubblico alla serata sui nuovi reati di omicidio e lesioni stradali proposta a Santa Giustina da parrocchia e Comune nell’ambito della rassegna “Parliamo di… diritto”. L’avvocato Massimo Moretti, coadiuvato dal collega Federico Garlet nel ruolo di moderatore, ha proposto, anche con degli esempi, la reale portata di queste nuove norme, e le gravi conseguenze che possono avere per chi vi incappa. Il reato di lesioni stradali, infatti, è collegato semplicemente al fatto che la vittima subisca lesioni guaribili in più di 40 giorni, un fatto che non è frutto solo della condotta di chi causa l’incidente ma varia anche in base allo stato di salute o all’età della vittima. La principale conseguenza è che il processo penale è inevitabile, non ci sono possibilità di evitarlo con un giusto risarcimento, e scatta la sospensione della patente, con la revoca in caso di condanna, e con pene molto alte.

Allo stesso modo l’omicidio stradale diventa un reato grave, con pene che si avvicinano in qualche caso aggravato a quelle dell’omicidio volontario: la conseguenza è che le pene previste vanno oltre i limiti per avere la sospensione condizionale o l’affidamento in prova ai servizi sociali, il che vuol dire che non ci sono possibilità di evitare il carcere.

«È una legge scritta sull’ondata emotiva di alcuni gravi fatti di cronaca», hanno infatti precisato i relatori «e come tale non punisce solo i comportamenti più deplorevoli, ma anche situazioni sfortunate che hanno conseguenze gravi per una serie di incresciose coincidenze».

«Sono situazioni impattanti sul quotidiano che è importante approfondire», ha detto il sindaco Ennio Vigne nel suo saluto iniziale, che ha dato merito agli organizzatori per l’attualità degli argomenti proposti in queste iniziative. (a.a.)

Pubblicato su Corriere delle Alpi