Chiese in Provincia di Trento - città di : Chiesa di Santa Maria Assunta

Chiesa di Santa Maria Assunta
ASSUNZIONE B. V. Maria Assunta S. Maria Assunta

TRENTO
via Principe Umberto, 19 - Verla, Giovo (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
La parrocchiale di Santa Maria Assunta di Verla di Giovo sorge all'ingresso del paese con orientamento canonico a est. Il tempio fu eretto tra il 1766 e il 1779 su progetto dell'architetto Pietro Bianchi in sostituzione dell'antica pieve di Giovo che sorgeva nella vicina valletta di Molini e che fu in seguito completamente demolita. L'edificio presenta una facciata organizzata su due ordini di quattro paraste, d'ordine ionico in basso e composito in alto, che determinano una tripartizione del... Leggi tutto

Dettagli

La parrocchiale di Santa Maria Assunta di Verla di Giovo sorge all'ingresso del paese con orientamento canonico a est. Il tempio fu eretto tra il 1766 e il 1779 su progetto dell'architetto Pietro Bianchi in sostituzione dell'antica pieve di Giovo che sorgeva nella vicina valletta di Molini e che fu in seguito completamente demolita. L'edificio presenta una facciata organizzata su due ordini di quattro paraste, d'ordine ionico in basso e composito in alto, che determinano una tripartizione del prospetto con settore centrale di ampiezza maggiore, nel quale si sovrappongono il portale maggiore e un finestrone a luce sagomata. I settori laterali ospitano su entrambi i registri delle nicchie abitate da statue. Il tutto è rifinito in alto da un fastigio a profilo curvilineo ospitante una nicchia con la statua della Vergine, delimitato lateralmente da lesene e affiancato da volute cedenti. Le fiancate laterali, lisce, sono scandite dalla presenza di tre monofore a luce sagomata, aperte in corrispondenza delle campate interne. Ulteriori due finestre sagomate sono ricavate ai lati del presbiterio, il cui corpo è inserito tra i volumi minori della sacrestia e di un ambiente di servizio. A destra della terza campata della navata sorge il campanile, eretto a partire dal 1795 su disegno di Giovanni Antonio Caminada e completato solo nel 1852-1853 con la costruzione del tamburo e della cipolla. La torre campanaria si presenta impostata su un alto zoccolo a rivestimento lapideo, dotato sul lato ovest di un portale attraverso il quale è possibile raggiungere l'interno della chiesa; il fusto, tripartito su ogni lato da cornici lapidee, è sormontato da una cella campanaria a quattro monofore inserita tra cornicioni modanati fortemente eminenti, a sua volta cimata da un tamburo ottagonale aperto sui lati principali da quattro oculi circolari. L'interno della chiesa si sviluppa a navata unica voltata a vela, ritmata da coppie di paraste composite che definiscono una ripartizione in tre campate principali - ciascuna affiancata da due cappelle laterali inquadrate da arcate a pieno centro - precedute da un atrio di dimensioni minori. Il presbiterio, rialzato su due gradini, è introdotto dall'arco santo a pieno centro e presenta paraste composite disposte in angolo. Un cornicione modanato e dentellato, interrotto all'altezza della cornice della pala dell'altare maggiore, percorre l'intero perimetro.

Pianta

Pianta rettangolare ad asse maggiore longitudinale; ai lati di ciascuna campata si sviluppano due cappelle rettangolari poco profonde, inscritte nel perimetro esterno. Presbiterio rettangolare.

Facciata

Facciata ad angoli smussati, organizzata su due ordini di quattro paraste, ioniche in basso e composite in alto, che determinano una tripartizione irregolare con settore centrale di ampiezza maggiore rispetto ai laterali. Al centro dell'ordine inferiore si dispone il portale maggiore, mentre i settori laterali accolgono ciascuno una nicchia centinata abitata da statua. Nel settore mediano superiore si apre un'ampia finestra a luce sagomata, mentre in quelli laterali si dispongono due nicchie con statue, profilate da cornici in stucco modellate a tempietto. Sul tutto insiste un fastigio a profilo curvilineo contenente una nicchia con la statua della Vergine e delimitato lateralmente da lesene, alle quali sono addossate due volute cedenti. Vasi fiammati acroteriali si dispongono in angolo.

Prospetti

Fiancate laterali lisce, ciascuna recante tre monofore a luce sagomata disposte in corrispondenza delle campate maggiori. Ulteriori due finestre analoghe, ma di luce più ampia, sono ricavate ai lati del presbiterio, al quale sono addossati due corpi di fabbrica minori (sacrestia e deposito/ centrale termica). La parete di fondo del presbiterio presenta gli angoli smussati e reca al centro una croce latina scavata.

Campanile

Torre a pianta quadrangolare, situata a destra della terza campata della navata, impostata su un alto zoccolo

XII - 1786 (pieve antica carattere generale)

Giovo fu sede pievana ab immemorabili. Diversamente dall’attuale parrocchiale, l'antica chiesa di “Santa Maria”, documentata a partire dal XII secolo (1145-1177), sorgeva nella valletta formata dal rio dei Molini, nella località detta alle “gesie”, in prossimità dell’attuale svincolo che dalla strada statale 612 della Val di Cembra conduce alla frazione di Palù di Giovo. L’edificio medievale, che almeno dal XIII secolo era dotato di un campanile e di un cimitero, fu interamente rifabbricato ed ampliato nel corso della seconda metà del XV secolo, intervento al quale seguirono una nuova benedizione (1488) e consacrazione (1501), e venne infine demolito tra il 1779 e il 1786, dopo la costruzione del tempio attuale all'ingresso dell’abitato di Verla. La tradizione locale secondo cui tale tempio sarebbe stato la terza sede della pieve, dopo le chiese di San Floriano di Valternigo e di San Giorgio di Palù di Giovo (Brentari, 1895; Rizzoli, 1969), è da ritenersi del tutto infondata.

1145 - 1145 (cambio giurisdizione carattere generale)

A partire dal 1145 la parrocchia di Santa Maria Assunta di Giovo entrò a far parte dei privilegi assegnati alla neo-fondata prepositura agostiniana di San Michele all'Adige, dalla quale in seguito provennero tutti i pievani e i cappellani esposti di Giovo.

1710 - 1710 (modifica dell'intitolazione carattere generale)

La pieve di Giovo è indicata per la prima volta con il titolo di "Assunzione di Maria Vergine" negli atti della visita pastorale del 1710. In tutti i documenti precedenti, a partire da quelli del XII secolo, la pieve viene citata invece con il titolo generico di "Santa Maria".

1710 - 1763/01/23 (fase preliminare alla costruzione intero bene)

Nel corso del XVIII secolo i regolani di Giovo decisero di abbandonare la vecchia pieve situata nella valletta dei Molini, ritenuta troppo isolata e divenuta ormai angusta e cadente. Lo stato diruto dell’antico edificio era infatti già stato evidenziato dagli atti visitali del 1652 e poi di nuovo in quelli del 1710, dove si invitava esplicitamente la fabbriceria a risparmiare per la costruzione di una chiesa nuova. Il terreno per la nuova fabbrica fu acquistato fin dal 1762, ma la decisione ufficiale di costruire una nuova chiesa fu deliberata solo in seno alla regola generale del 23 gennaio 1763.

1766/07/02 - 1779 (costruzione intero bene)

Il cantiere della nuova chiesa fu ufficialmente avviato il 2 luglio 1766 alla presenza, tra gli altri, dell'architetto comacino Pietro Bianchi, al quale verisimilmente spetta il progetto dell'edificio (Stenico, 1985). È quindi errata la tradizione facente capo al Brentari, secondo cui la chiesa fu eretta su disegno di un non meglio precisato Caminada. I lavori si dilungarono per molto tempo e le opere murarie furono portate a termine probabilmente solo nel 1779. Nella primavera di quell’anno, infatti, furono sospese le funzioni liturgiche nell’antica pieve (temporaneamente trasferite nella chiesa della Madonna dell’Aiuto di Verla, detta anche di Sant’Antonio Abate) per consentire la traslazione nella nuova fabbrica del "coperto della parochia vechia" oltre che di ogni altra cosa fosse ritenuta utile per il nuovo edificio. Tra i materiali reimpiegati c’era anche il portale maggiore gotico della chiesa antica.

1779/04/06 - 1779/09/05 (benedizione carattere generale)

Si ignora la data precisa della benedizione del nuovo tempio, che fu certamente eseguita tra il 6 aprile 1779, data della Regola generale in cui fu decisa la sospensione delle funzioni liturgiche nell'antica pieve e il loro temporaneo trasferimento della chiesa della Madonna dell'Aiuto o di Sant'Antonio di Verla, necessaria al fine di consentire il completamento del cantiere, e il 5 settembre dello stesso anno, quando nel nuovo tempio fu celebrato il primo battesimo.

1779 - 1779/11/28 (costruzione cimitero)

Nel 1779 attorno alla parrocchiale venne realizzato anche un nuovo c

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