Chiese in Provincia di Trento - città di : Chiesa di San Michele Arcangelo

Chiesa di San Michele Arcangelo
S. Michele arcangelo

TRENTO
via Costantino Marini - Darzo, Storo (TN)
Culto: Cattolico
Diocesi: Trento
Tipologia: chiesa
Documentata dal 1537, ma di fondazione più antica (XII secolo), la chiesa di San Michele sorge all'ingresso nord del paese di Darzo, con orientamento a est. La ricostruzione del tempio nelle forme attuali risale all'inizio del XVI secolo ed è stata ricondotta per analogie architettoniche all'opera delle stesse maestranze comacine dirette da Albertino fu Bernardo Comanedi di Osteno, responsabili della riedificazione della pieve di Condino (1495-1505). L'ampia facciata a due spioventi,... Leggi tutto

Dettagli

Documentata dal 1537, ma di fondazione più antica (XII secolo), la chiesa di San Michele sorge all'ingresso nord del paese di Darzo, con orientamento a est. La ricostruzione del tempio nelle forme attuali risale all'inizio del XVI secolo ed è stata ricondotta per analogie architettoniche all'opera delle stesse maestranze comacine dirette da Albertino fu Bernardo Comanedi di Osteno, responsabili della riedificazione della pieve di Condino (1495-1505). L'ampia facciata a due spioventi, rinserrata da pilastri angolari, è occupata al centro dalle aperture sovrapposte del portale architravato e di un oculo circolare strombato. Le fiancate laterali sono scandite dalla presenza di quattro contrafforti. Sul lato sud sono presenti tre ampie finestre rettangolari, aperte in corrispondenza delle campate della navata, e un accesso secondario centrale. Il presbiterio, definito da pilastri angolari, ha pareti ornate da stillature dipinte ed è affiancato a destra dal volume ribassato della sacrestia, oltre la quale si dispone una finestra lunettata. Sul medesimo lato, tra i volumi emergenti della navata e della sacrestia si inserisce la torre campanaria con fusto in pietra a vista. La cella campanaria, rialzata su una cornice lapidea eminente, è illuminata da quattro eleganti bifore con colonnina centrale, inquadrate da arcate centinate. L'interno si sviluppa a navata unica, ripartita in tre campate da coppie di pilastri intonacati. Al centro della controfacciata è presente una gradinata semicircolare di sette scalini, che raccorda la quota della navata con il piano di calpestio esterno. L'arco santo a pieno centro introduce al presbiterio, rialzato su un gradino. Lungo la parete destra del presbiterio si collocano gli accessi al campanile e alla sacrestia.

Preesistenze

Durante i recenti lavori di restauro sono state messe in luce le fondazioni della chiesa d'epoca romanica, ad aula unica di forma leggermente trapezoidale e abside semicircolare, orientato secondo l'asse est/ovest. L'edificio era intonacato internamente e presentava una decorazione a fresco nell'abside, della quale sono stati rinvenuti alcuni brani. La pavimentazione era costituita da battuto di malta nella navata e probabilmente da lastre lapidee nel presbiterio. All'esterno di questo edificio sono state rinvenute sei sepolture.

Pianta

Pianta rettangolare ad asse maggiore longitudinale; presbiterio rettangolare.

Facciata

Ampia facciata a due spioventi profilati da una cornice in mattoni sfalsati, rinserrata da pilastri angolari e occupata al centro dalle aperture sovrapposte del portale architravato e di un oculo circolare strombato.

Prospetti

Fiancate laterali scandite dalla presenza di quattro contrafforti, percorse in basso da una zoccolatura intonacata e profilata da una cornice lapidea e in alto da una cornice in mattoni in corsi sfalsati. Sul lato sud sono presenti tre ampie finestre rettangolari, aperte in corrispondenza delle campate della navata, e un accesso secondario centrale. Il presbiterio, definito da pilastri angolari, ha pareti ornate da stillature dipinte ed è affiancato a destra dal volume ribassato della sacrestia, oltre la quale si dispone una finestra lunettata.

Campanile

Torre a pianta quadrangolare, di modesta altezza, addossata alla fiancata destra del presbiterio. Il fusto, interamente rivestito in pietra a vista, è segnato da feritoie sul lato sud. La cella campanaria a quattro bifore con colonnine centrali, inquadrate da arcate centinate, si eleva oltre una cornice lapidea eminente. Tettuccio a quattro falde.

Struttura

Strutture portanti verticali: murature in pietrame, finite a intonaco tinteggiato. Strutture di orizzontamento: volta a botte unghiata sulla navata; volta a crociera sul presbiterio.

Coperture

Chiesa: tetto a doppia falda, con struttura in legno e manto di copertura in coppi. Campanile: tettuccio a quattro falde, rivestito in coppi.

Interni

Navata unica, ripartita in tre campate da cop

XII - XII (fondazione intero bene)

La tradizione popolare secondo cui la chiesa di San Michele a Darzo sarebbe stata fondata in epoca longobarda è da ritenersi fortemente improbabile. In occasione dei recenti lavori di restauro del 2007-2013 sono state rinvenute, infatti, le fondazioni della chiesa d'epoca romanica ad aula unica rettangolare e abside semicircolare, orientata secondo il canonico asse est/ovest. Lungo il perimetro di tale edificio sacro erano presenti alcuni loculi sepolcrali, nei quali sono stati rinvenuti due denari scodellati delle zecche di Verona e di Mantova, databili tra il 1150 e la metà del XIII secolo, che forniscono un terminus ante quem per la fondazione della chiesa.

1450 - 1499 (costruzione campanile)

Il campanile venne eretto in una fase successiva a quella dell'edificazione della chiesa romanica, collocabile probabilmente nella seconda metà del XV secolo.

1500 - 1510 (costruzione intero bene)

La costruzione dell'attuale edificio sacro risale all'inizio del XVI secolo ed è stata ricondotta, per analogie architettoniche, alle stesse maestranze comacine dirette dal maestro muratore Albertino fu Bernardo Comanedi di Osteno, responsabili della riedificazione della pieve di Condino (1495-1505) (Codroico R., Poletti G, 1995).

1526 - 1526 (decorazione presbiterio)

La decorazione pittorica del presbiterio, assegnata dubitativamente a Simone Baschenis, risale al 1526.

1537 - 1537 (menzione carattere generale)

La prima menzione della chiesa di San Michele di Darzo si riscontra negli atti visitali clesiani del 1537, nei quali essa viene citata assieme alle altre cappelle soggette alla pieve di Condino.

1597 - XVII (costruzione volta della navata)

Oltre l'arco santo, su una porzione di muratura celata dall'imposta delle volte e visibile accedendo al sottotetto, è presente uno scudo nobiliare dipinto e corredato dal millesimo 1597. La costruzione dell'avvolto della navata è da considerarsi, quindi, successivo a tale data.

1619/12/13 - 1619/12/13 (erezione a curazia carattere generale)

La curazia di San Michele a Darzo venne istituita il 13 dicembre 1619.

1774/12/18 - 1774/12/18 (trasferimento della sede curaziale carattere generale)

Successivamente alla costruzione della nuova chiesa di San Giovanni Nepomuceno, eretta al centro del paese di Darzo tra il 1754 e il 1769, il tempio di San Michele arcangelo perse il titolo di chiesa curaziale. Si ritiene probabile che il trasferimento della sede della curazia sia avvenuto in occasione della benedizione del nuovo tempio (18 dicembre 1774) (incerta).

1837 - 1866 (abbandono intero bene)

In seguito alla traslazione dell'altare maggiore marmoreo nella nuova chiesa di San Giovanni Nepomuceno (1837), la chiesa di San Michele venne progressivamente abbandonata e l'edificio conobbe un periodo di abbandono, culminato nei fatti della campagna garibaldina del 1866.

1866 - 1866 (profanazione carattere generale)

Durante la campagna garibaldina del 1866 la chiesa venne profanata.

1884 - 1884 (restituzione al culto carattere generale)

Il tempio fu restituito al culto nel 1884, dopo essere stato sottoposto a imprecisati lavori di riparazione.

1915 - 1918 (danneggiamento intero bene)

Durante la prima guerra mondiale il tempio subì imprecisati danneggiamenti.

1927 - 1928 (restauro intero bene)

I restauri del primo dopoguerra furono attuati tra il 1927 e il 1928. In tale occasione riemersero gli affreschi del presbiterio.

1940 - 1964 (riparazione coperture)

Nel 1940 furono condotti alcuni lavori di riparazione delle coperture. Contestualmente venne realizzata una tettoia sopra il portale laterale. Nuovi lavori alle coperture vennero condotti nel 1964.

1979 - 1979 (restauro intero bene)

Durante la campagna di restauro curata dalla Soprintendenza nel 1979 furono rinnovate le coperture e venne approntato un sistema di drenaggio perimetrale delle fondazioni, a scopo di limitare l'infiltrazione delle ac

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